Storia

Tratto dal libro
“160 anni suonati”, di Milena Moneta

I primi documenti che certificano l’esistenza di un complesso musicale a Ghedi risalgono al 1800; se ne accenna addirittura nel 1820 parlando di suonatori che accompagnano la processione di Pentecoste, durante la quale la statua di San Francesco veniva portata dalla Chiesa di Santa Lucia (prima era nel convento delle Grazie, soppresso a fine ’700) fino alla Parrocchia. Il primo riferimento dettagliato appare nelle cronache dell’Archivio Parrocchiale nel 1848. Nel documento si parla di un gruppo di suonatori che partecipano alle funzioni religiose dell’epoca e successivamente alle cerimonie per festeggiare l’unificazione dell’Italia; sembra però che quei suonatori, almeno all’inizio, provenissero da fuori paese […]. Qualche anno più tardi si costituisce un vero e proprio gruppo che prende il nome di “Banda” o “Civica Banda”, nomi spesso alternati nei documenti a quello di Società Filarmonica, una associazione più ampia che oltre alla banda doveva comprendere varie attività musicali, come la scuola o forse una piccola orchestra amatoriale. Più in là nel tempo appare anche il termine di Corpo Musicale di Ghedi, forse per significare una maggior indipendenza, anche economica, dalla parrocchia, termine che viene riportato fino ai primi anni del ’900; per esempio proprio nell’anno 1900 i documenti definiscono Giovanni Corbellini “Direttore del Corpo musicale”.

Un documento del 23 agosto 1854 registra come la banda musicale accompagni il funerale di Stefano Pavia di Ghedi, mentre la Società Filarmonica di Ghedi è approvata con Decreto Delegatizio 19 settembre 1854 e con Attestato Commissariale 26 settembre 1854. Lo comprova una richiesta dell’Imperial Regio Commissario Distrettuale di Bagnolo, a proposito della stessa Società, citando la data di costituzione. Il comune di Ghedi risponde – è il 22 dicembre del 1922 – affermando che la denominazione è di “Banda Civica”, la direzione è del medico Vittore Cantù, gli associati sono 19 e il patrimonio “nullo” dal momento che: “Le spese si sostengono cogli introiti delle Funzioni”. […].

Negli anni successivi […] i nomi dei Maestri citati sono: nel 1857 Paolo Pinardi, nel 1860 Giovanni Corbellini ( dirigerà la banda di nuovo tra il 1891 e il 1899), nel 1862 come Direttore della Società Filarmonica Vittore Cantù, nel 1870 come Direttore della Banda Giuseppe Pasini di Ghedi. Nel 1877 la Banda interviene alle Feste Quinquennali e in una nota allegata si dice che “nel 1872 la Banda dei Derelitti di Brescia venne chiamata di necessità e con sacrificio di spesa non trovandosi allora egregiamente ordinato ed istruito, come lo è in oggi, il Corpo di Musica locale”. Direttore della Banda è il dott. Giuseppe Beltrami, segretario Luigi Bonardi, vice direttore il nobile Giuseppe Ochi che la dirigerà due anni dopo, sostituito nel 1880 e almeno fino al 1897 da Giacomo Michovich di Ghedi, Direttore della Banda e della Filarmonica.

Intanto durante la Pasqua del 1884, poiché l’organo è in riparazione, vi supplisce spontaneamente la Banda locale che riceve un donativo. Tre anni dopo viene nominato organista della parrocchiale Emilio Bresciani di Capriano del Colle, che diviene pure direttore di un Coro. Rinuncerà però all’incarico di organista nel 1892, incarico che, messo a concorso l’anno dopo, è vinto dal Maestro Enrico Balestreri di Ostiano.

Nel 1897 “rappresentante” della Società Filarmonica è Giovanni Corbellini “maestro dei Cantori della Società Filarmonica”, in seguito direttore di banda. L’anno successivo, il 3 luglio 1898, la Banda della Filarmonica partecipa all’ingresso del nuovo parroco don Enrico Mensi. Direttore per il Canto e per la Banda è Virginio Pinardi di Ghedi (nel 1902 ne diventerà presidente). Nel 1899, il maestro elementare Nob. Giovanni Bargnani è capocoro dei cantori che l’8 settembre eseguono una Messa da Requiem del maestro Perosi.

Nel 1900 Giovanni Corbellini dirige il Corpo musicale nella processione del Corpus Domini, ed è maestro nel 1901 e nel 1902, anno in cui suonerà alle feste quinquennali della Madonna, quando si fanno venire da Brescia cantanti ed orchestra diretta dal Maestro Giovanni Premoli.

Intanto nel 1901, la Fabbriceria acquista un armonium usato presso il rivenditore Desiderio Landi di Brescia. Da 25 anni era affittato dalla parrocchiale di Bagnolo. Il costo è di 450 £. Detto “armonium grande, fu collocato nel coro ad uso dei cantori.

Dal 1902 al 1905, e di nuovo nel 1907, Direttore del Corpo Musicale è Antonio Corbellini. Da questa data non si trovano altri cenni alla banda locale che pare cessi di esistere. Alle Feste Quinquennali del 1912 sono presenti il Corpo Musicale di Gottolengo e cantanti, a quelle del 1919 sono presenti cantanti di un Coro ghedese. I Cantori si esibiscono in un Ufficio solenne ai Morti nel 1923. Nel 1925 si registra l’esistenza di una Schola Cantorum diretta dal maestro Enrico Balestreri.

Ma ecco che il 5 febbraio 1925 si convocano alcuni maggiorenti in Comune per valutare la costituzione di una Banda Comunale. Il 22 maggio 1926, il Consiglio Comunale nomina un Comitato Esecutivo che provvede all’acquisto degli strumenti musicali mediante un prestito cambiario con la Cassa Rurale di Ghedi. Prestito che dovrà essere estinto con una sottoscrizione indetta fra Enti e cittadini di Ghedi. Le offerte si ricevono presso la Segreteria Comunale. La Fabbriceria parrocchiale offre £ 50.

L’istruzione è affidata al maestro Enrico Balestreri – che dal 1929 dirigerà anche la Schola Cantorum – coadiuvato da Remigio Fogliata. Per le lezioni di musica si utilizza gratuitamente, col permesso della Fabbriceria, il locale attiguo alla Chiesa di Santa Caterina. In cambio la Fabbriceria “esterna il desiderio di avere – come generosamente il vecchio Corpo Musicale – il servizio bandistico due volte all’anno senza spesa, e principalmente alle Processioni del Venerdì Santo e del Corpus Domini”.

Il 28 ottobre 1926 la Banda suona alla processione di San Francesco: “Servizio magnificamente compiuto”si legge nelle cronache. Nei documenti si accenna a un presidente del Corpo Musicale senza nominarlo.

L’8 aprile 1927 si conferma la presenza della Banda alle celebrazioni del Venerdì Santo e del Corpus Domini con un’offerta annua di £ 400 da parte della Fabbriceria.

Nel 1934, nella bella chiesetta di Santa Lucia […] si tengono lezioni di musica. Nel 1935 il Presidente del Dopolavoro Comunale di Ghedi, Giovanni Marpicati, assicura alla Fabbriceria Parrocchiale la presenza del Corpo Musicale alla Processione del Venerdì Santo. Nel 1936, per le feste centenarie della Madonna del Rosario (4-5 ottobre) è presente la Schola Cantorum (50 cantanti) della Volta Bresciana. Ci sono pure i “Cantanti locali” durante la seconda festa.

Durante la Seconda Guerra Mondiale la Banda viene utilizzata come strumento di propaganda politica per il fascismo con conseguente arresto delle altre attività. Nel 1945 don Amedeo Bacca, curato dell’Oratorio e grande appassionato di musica, ricostituisce il “Corpo Bandistico Parrocchiale di Ghedi” attraverso il finanziamento della Famiglia Lapapasini e ne diviene il presidente. In quegli anni direttore è il Maestro Anelli. Trasferito don Bacca il complesso rimane e la presidenza passa a don Pierino Pasquali, anche lui curato dell’oratorio, con la direzione dei maestri Luigi Antonioli, Giovanni Ravelli e Giovanni Borghetti.

Il 21 febbraio 1979 arriva la cosiddetta municipalizzazione della banda parrocchiale e il “Corpo Bandistico Parrocchiale” diventa “Corpo Musicale Cittadino”, il patrocinio passa al Comune di Ghedi, si elegge un Consiglio Direttivo e si stila uno Statuto. La svolta si accompagna all’entrata in scena di un personaggio storico della Banda, il Cavalier Silvano Maifredi che ha rivestito il ruolo di Presidente, seguendola con cura e dedizione, fino alla data della sua scomparsa. Sotto la direzione del Maestro Borghetti, si costituisce anche il Corso di Orientamento Musicale in cui si insegnano teoria musicale e tecniche strumentali. Il corso era completamente gratuito e si rivolgeva ai giovani delle Scuole Medie Inferiori di Ghedi e di altri paesi limitrofi.

L’incontro che segnò lo storico passaggio, su mandato del consiglio comunale, vide coinvolti il parroco monsignor Giacomo Pernigo, il sindaco Adelino Rossi, don Pierino Pasquali, responsabile incaricato, Silvano Maifredi, dirigente organizzativo, Corrado Marpicati, assessore, Giuseppe Muchetti, presidente della Commissione biblioteca, nuovo ente gestore, e Savino Monticelli, in rappresentanza dei musicanti. Il parroco definisce quella della banda ”attività culturale insostituibile”, tra le più valide occupazioni del tempo libero, parte del “tessuto sociale della popolazione di Ghedi”. Ritenendo che la stessa meriti “un più incisivo rapporto organizzativo, artistico e quindi finanziario” che la Parrocchia non è in grado di sostenere, anche per la riorganizzazione delle attività previste dalla nuova pastorale, ne fa esplicita offerta al comune insieme con l’attrezzatura inventariata. Il comune potrebbe inoltre “facilitare e potenziare tutte quelle iniziative a carattere sociale, ricreativo, sportivo, culturale atte a creare un sano substrato nel quale sia possibile alla cittadinanza evadere dalla opprimente e snervante routine del lavoro giornaliero”.

Il capitale della banda, tenendo conto degli strumenti in uso, di quelli giacenti ed efficienti, delle divise, degli strumenti delle “maggiorette”, del palco e delle partiture era di 2 milioni e 595 mila lire.

Nel 1983 un altro personaggio carismatico si insedia nella storia della Banda e nei cuori dei bandisti: il Maestro Gastone Lottieri di Bagnolo Mella. Sotto la sua direzione meticolosa e attenta il “Corpo Musicale Cittadino” si arricchisce con un numero di iscritti sempre più ampio e migliora notevolmente in qualità. Partecipa a manifestazioni regionali, nazionali e a vari raduni nell’Italia Settentrionale arrivando nel 1987 a superare le selezioni e a giungere in finale al Concorso “Bande in Pedana” a Porlezza (CO). Sono gli anni della valorizzazione e riscoperta delle musiche sacre, con un concerto nella Chiesa Parrocchiale S. Maria Assunta di Ghedi nel Novembre 1985, e dell’opera lirica con il “Concerto per Banda e Voci”, ospiti il soprano Rosetta Crosatti Silvestri ed il tenore Bresciani. Il Maestro Lottieri nel marzo 1991 organizza anche un convegno dal titolo: “Le Bande Musicali e la questione del repertorio“, ottenendo numerosissime adesioni da tutto il Nord Italia e ricevendo positive critiche dai tecnici del settore.

Nel 1997 il Maestro Lottieri per problemi di salute lascia la pedana al Maestro Francesco Andreoli, allora 36enne e a nuovi importanti appuntamenti fra i quali un concerto in apertura del Raduno Nomadi Fans Club, nel settembre ’98 a Casalromano (MN), un concerto per la Provincia di Brescia (organizzato dalla ABMB) in Piazza Broletto a Brescia nel Luglio ’98. È questo l’inizio di un nuovo capitolo per la Banda, che si è aperta al mondo dello spettacolo e del grande intrattenimento, senza però tralasciare la missione “culturale” che la caratterizza.